Wall of creation - Varanasi

India, artisti di strada contro l’inquinamento.

Quali sono state le più grandi rivoluzioni nella mente dell’uomo? Da chi sono partite? Chi sono stati nella storia i più grandi personaggi nell’immaginario collettivo? Molto spesso non sono state persone coinvolte nella politica, ma piuttosto collegate all’arte.

 

Persone che con il loro nuovo modo di essere e di fare hanno ispirato milioni di altre persone.
Oggi in India, precisamente a Maranehel Gath (Gath significa scalinata) di Varanasi un giovane ragazzo con il suo Wall of Creation sta provando a essere di esempio, sta provando ad ispirare altri giovaniattraverso l’arte di strada, la cosiddetta street-art.

 

Ravi Agrahari è un ragazzo di 28 anni, che dopo una gioventù spesa come guida turistica nelle spiagge di Goa ha deciso di ritornare alle sue origini, Varanasi appunto, con un progetto in cui sta investendo tutti i suoi risparmi. “Tre mesi fa ho iniziato questo progetto, ho deciso che ero stanco di vedere immondizia ovunque, qui era una discarica a cielo aperto. Ho iniziato piantando delle piante sulle rive del Gange e ho chiesto aiuto ai ragazzi della zona e ai miei amici”

 

La risposta è stata sorprendente, in pochissimo tempo i muri sono stati dipinti da artisti da diverse parti del mondo, i temi dei graffiti sono sociali, lanciano un messaggio di pace, di fratellanza e i turisti sembrano apprezzare. E’ tutto un altro vedere rispetto agli altri chilometri di scalinate lungo le rive del Gange, con plastica, escrementi e immondizia sparse dovunque.

 

Il progetto oltre alla parte artistica, decisamente apprezzabile da un punto di vista estetico, si propone di sistemare nuove piante lungo tutta la riva oltre all’installazione di cestini per l’immondizia che generalmente viene gettata a terra.

 

“Chiediamo alle persone che passano per di qua di usare i cestini, soprattutto per la plastica perchè possa essere riciclata. Cerchiamo, almeno in questo Ghat, di insegnare a usare le toilette dove le abbiamo posizionate, speriamo che la gente si accorga che qualcosa sta cambiando e che il cambiamento viene da ragazzi del posto”.

 

I risultati sono solo una goccia in un oceano ma a dispetto di molte Organizzazioni Governative e non, che nel corso degli ultimi anni dicono di occuparsi dell’inquinamento del Gange questi ragazzi sono in prima linea e stanno cercando di educare. Cercano di dimostrare che un cambiamento interiore è possibile oltre che necessario se si vuole veramente fare qualcosa.

 

L’arte e il gusto per il “bello” hanno da sempre elevato lo spirito umano e questo gruppo di giovani sta cercando di dare una luce di speranza laddove sembrano esserci solo tenebre di ignoranza e menefreghismo.

 

Alla domanda: “Cosa prevedi per il tuo futuro?”

Ravi risponde:
“La prossima settimana io e il mio gruppo ci sposteremo nel Ghat più avanti, speriamo che le nostre idee vengano copiate e diffuse. Non lo facciamo per i soldi, attualmente accettiamo donazioni per comprare i vasi, la pittura e le piante.”

 

E continua: “Sai in passato ho messo via un po’ di soldi ma sentivo che mi mancava qualcosa, da quando ho deciso di impegnarmi in questo progetto sento che tutto attorno a me sta diventando più bello, non solo questi muri, anche a casa mio padre, è contento di quello che sto facendo”.

 

Lo si legge dal suo sorriso che non sta mentendo. Speriamo che Ravi sia d’ispirazione per molti altri, abbiamo bisogno di giovani come lui per sperare in
una necessaria rivoluzione culturale in India ma anche nel resto del mondo.

Pubblicato su: Hariel Magazine

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